La Sindrome dell’Ovaio Policistico è una patologia multifattoriale che comprende molte sfere della vita di una donna. Il motivo per cui una donna possa soffrire di PCOS non è stato ancora scoperto, tuttavia sono stati individuati fattori genetici ed epigenetici (ovvero l’influenza su di noi di tutto ciò che ci circonda, il nostro stile di vita, le persone che frequentiamo etc…). Esistono diversi criteri che vengono utilizzati per diagnosticare alla donna la Sindrome dell’Ovaio Policistico.
Spesso confusa con altre patologie o cause, in questo articolo analizziamo i diversi criteri di diagnosi della PCOS:
- Criteri clinici della PCOS
- Criteri ormonali da indagare nella PCOS
- Criteri metabolici nella PCOS
- Ecografia di diagnosi della sindrome dell’ovaio policistico
- Conclusioni sulla diagnosi di PCOS
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Criteri clinici della PCOS
Nel 2003 European Society of Human Reproduction and Embryology e l’American Society or Reproductive Medicine hanno pubblicato i Criteri di Rotterdam, poi aggiornate insieme alle linee guida sulla PCOS nel 2023 [1].
Attualmente è il criterio più utilizzato a livello internazionale e quello considerato più attendibile per diagnosticare la Sindrome dell’Ovaio Policistico.
Secondo questo criterio, la donna deve possedere almeno due su tre dei seguenti sintomi:
Se vuoi approfondire le conseguenze psicologiche legate all’Ovaio Policistico trovi le informazioni nell’articolo
La Sindrome dell’Ovaio Policistico PCOS: Sintomi comuni e come riconoscerli precocemente.
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Criteri ormonali da indagare nella PCOS
Un altro metodo utilizzato prevede il dosaggio di diverse sostanze nel sangue, in particolare le seguenti [2]
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Criteri metabolici nella PCOS
Questo criterio prende in considerazione i seguenti parametri per valutare l’insulino resistenza e il rischio cardiovascolare, spesso presenti nelle donne che soffrono di Sindrome dell’Ovaio Policistico:
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Criteri ormonali da indagare nella PCOS
L’ecografia utilizzata per la diagnosi della PCOS è quella pelvica transvaginale, poichè ha una risoluzione migliore rispetto all’addominale, dando così maggiore visibilità al ginecologo.
Tuttavia, come emerge nell’intervista svolta da Pharmercure "Ovaio policistico: si guarisce? Scopri come conviverci" alla Dott.ssa Elisa Maseroli, specialista in andrologia ed endocrinologia femminile all’Ospedale Universitario Careggi di Firenze, e alla Dott.ssa Silvia Federici, endocrinologa esperta in medicina della sessualità e terapie ormonali all’Istituto Auxologico di Milano, entrambe membri della Società Italiana di Endocrinologia, l’ecografia risulta essere un metodo diagnostico aggiuntivo, ma non necessario, soprattutto in donne giovani. Nelle adolescenti l’aspetto multifollicolare delle ovaie può essere fisiologico, rendendo l’esame non attendibile.
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Conclusioni sulla diagnosi di PCOS
In conclusione il metodo di Rotterdam è sicuramente il più attendibile per la diagnosi della Sindrome dell’Ovaio Policistico.
Durante le analisi è anche molto importante escludere altre patologie che possono presentare alcuni sintomi simili o uguali come l’iperplasia surrenale congenita, la sindrome di Cushing, tumori secernenti androgeni, disfunzioni tiroidee o iperprolattinemia.
Per farlo è fondamentale rivolgersi a medici specializzati in PCOS.
Dalla PCOS, lo sappiamo tutte, non si può guarire. Ci dobbiamo convivere. Fortunatamente la scienza è dalla nostra parte. Con il giusto supporto, la giusta integrazione e i giusti accorgimenti di alimentazione e stile di vita è possibile attenuare e controllare i suoi sintomi, migliorando anche la propria salute psicologica, oltre che quella fisica.
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Con Affetto,
Dott.ssa Elena Torghele
